Percorso: Home VIVERE CON LA SINDROME DI LOWE

E. Ossa e Articolazioni

Rachitismo

Molti bambini con la sindrome di Lowe presentano problemi ossei o rachitismo.
Man mano che le ossa crescono e si formano, esse hanno bisogno di ossificarsi (diventare solide).
Il fosfato insieme con il calcio e la vitamina D ed altri nutrienti ed ormoni, cosi come un adeguato bilancio acido-base sono necessari per una normale ossificazione e rimodellamento osseo durante la crescita. La vitamina D è normalmente convertita nel suo metabolita attivo, 1,2,5 di-idrossi vitamina D o calcitriolo nei tubuli renali. Dato che nella sindrome di Lowe i tubuli renali sono alterati, è possibile che nei pazienti non si producano quantita’ di calcitriolo sufficienti a mantenere forti le ossa e ad aumentare l’assorbimento intestinale dei supplementi di fosfato. Inoltre, la tensione muscolare sulle ossa, dovuta all’esercizio e al movimento è anch’essa necessaria per mantenere le ossa forti.

Quando i muscoli sono deboli (ipotonia), essi non svolgono bene questa funzione. I bassi livelli di fosfato, l’acidosi, l’ipotonia e gli altri problemi renali della sindrome di Lowe contribuiscono ad aumentare il rischio che i bambini vadano incontro a rachitismo (nell’età della crescita) e a osteomalacia (nell’età adulta). I problemi connessi a queste alterazioni sono le fratture e la scoliosi.

Il rachitismo e l’osteomalacia possono migliorare con la somministrazione orale di fosfati neutri in aggiunta alle preparazioni di potassio e bicarbonato. Un effetto collaterale del fosfato orale è la diarrea e quindi i dosaggi iniziali devono essere bassi e devono essere attentamente controllati.

A volte, si rende necessaria la somministrazione di metaboliti della vitamina D, come il calcitriolo o il didrotachisterolo. La terapia con questi farmaci va controllata attentamente per prevenire le complicazioni renali consistenti in calcoli e in depositi di calcio nel tessuto renale (vedi nefrocalcinosi pag. 21). Dal momento che i pazienti con la sindrome di Lowe sono già predisposti allo sviluppo di calcificazioni renali anche in assenza di terapia con metaboliti della vitamina D è necessario controllare con ecografia o radiografia la situazione dei reni prima di iniziare e durante qualsiasi terapia con i metaboliti della vitamina D. La vitamina D (il composto originario) può non essere una terapia efficace perché non può essere convertita dai reni nel suo metabolita attivo.
Tutti i farmaci ed i dosaggi vanno individualizzati per ciascun paziente da parte del medico.
Si devono effettuare periodicamente esami del sangue, delle urine e radiografie. Gli esami del sangue consistono nella misurazione del calcio, fosforo, bicarbonato, fosfatasi alcalina, metaboliti della vitamina D ed ormone paratiroideo.
La fosfatasi alcalina è un enzima prodotto nell’osso. Quando l’osso va incontro a rottura come nel rachitismo o quando l’osso è in crescita, come nella fase di riformazione ossea durante la guarigione del rachitismo, i livelli ematici di fosfatasi alcalina sono elevati.
I metaboliti della vitamina D che si misurano sono la 25 idrossi vitamina D prodotta nel fegato e la 1-25 di-idrossi vitamina D o calcitriolo prodotta nel rene. I livelli di 25 idrossi vitamina D indicano se l’assunzione nella dieta di vitamina D è adeguata, mentre il livello di calcitriolo indica se il rene sta producendo quantita’ di questa sostanza adeguate a garantire la crescita dell’osso e a prevenire il rachitismo. L’ormone paratiroideo è un ormone fatto da una ghiandola posta nel collo vicino la tiroide. Esso regola i livelli di calcio nell’organismo e puo’ essere elevato quando un soggetto ha il rachitismo o sta assumendo eccessivi dosaggi di supplementi di fosforo. Gli esami delle urine misurano il fosforo, il calcio, l’albumina, la creatinina ed il pH ed indicano la gravita’ della perdita renale di calcio, fosforo, albumina e bicarbonato. Le variazioni di tutti i trattamenti vanno effettuate solo su consiglio del medico, a causa della possibilita’ di creare problemi con dosaggi troppo alti o troppo bassi.

Fratture

Circa la metà dei ragazzi va incontro a fratture ossee spesso a carico del femore nella fase in cui essi imparano a camminare e, cioé circa a 6 anni. Un terzo dei bambini può andare incontro a piu’ di una frattura e in genere a carico delle braccia o delle gambe. Alcune delle fratture si possono prevenire ponendo particolare attenzione alla diagnosi precoce e al trattamento dell’ipofosfatemia, acidosi, rachitismo o osteomalacia.

Scoliosi

Circa la metà dei ragazzi sviluppa la scoliosi durante l’adolescenza e nell’età adulta. La gravita della scoliosi è variabile. Nei casi più gravi la scoliosi influenza negativamente la mobilità e causa dolori alla schiena e diminuita capacità polmonare. In alcuni casi è efficace il trattamento con busti e a volte è necessario l’intervento chirurgico.

Bassa statura

I ragazzi con la sindrome di Lowe hanno una normale lunghezza alla nascita, ma all’età di 1 anno, la maggior parte di loro ha una statura inferiore alla media (vedi Fig. 2, 3).
La crescita è continua ma ad una velocità più lenta del normale. L’altezza in età adulta è in genere 155 cm. La causa della bassa statura non è nota. Sono in corso delgli studi per determinare l’efficacia e la sicurezza della terapia con l’ormone della crescita. Sono stati riportati diversi casi di bambini con la sindrome di Lowe, in cui il trattamento con l’ormone della crescita umano ha avuto successo. Comunque l’efficacia ed i benefici del trattamento ormonale vanno bilanciati con l’alto costo della terapia e i potenziali fattori sociali e psicologici.

Gonfiore articolare a artrite

Altri problemi ortopedici associati alla sindrome di Lowe sono i gonfiori articolari, l’artrite ed i fibromi (specie ai piedi e alle mani). Questi problemi si verificano essenzialmente dopo i 10 anni e nell’età adulta e in qualche caso possono essere abbastanza gravi e debilitanti. La causa è sconoscita e non esiste una terapia efficace se non la terapia del dolore.

Denti

Molti individui con la sindrome di Lowe richiedono una intensa cura dei denti. Il palato curvo, la bocca piccola, il rachitismo ed altri fattori ossei e metabolici spesso causano l’affollamento, il mancato allineamento, la fragilità ed il ritardo della caduta dei denti primari. In molti casi si deve ricorrere all’estrazione dei denti. Le cisti dentarie (a volte chiamate cisti di eruzione) sono abbastanza comuni, ma in genere si risolvono dopo l’eruzione dei denti definitivi. Va iniziata il più presto possibile una regolare assistenza odontoiatrica.

 

 
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