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GENETICA

La sindrome di Lowe è una malattia genetica, cioè una condizione che è sempre causata da un gene alterato. In molte famiglie, la sindrome di Lowe si trasmette da una madre portatrice (cioè che porta il gene alterato) al figlio malato. In questa situazione le parenti della madre possono avere il gene alterato e rischiano di avere figli affetti da sindrome di Lowe. In altre situazioni la madre non è portatrice del gene alterato, ed in questo caso le sue parenti non rischiano di avere figli affetti da sindrome di Lowe.

Le famiglie nelle quali si verificano casi di sindrome di Lowe devono conoscere la probabilità con la quale i successivi bambini della stessa coppia possono esseri affetti dalla sindrome, sapere chi altro in famiglia può essere portatrice e come determinarlo, e quali risorse sono disponibili per chiarire questi rischi e per assistere le loro decisioni sulla pianificazione familiare.

A. Capire come si eredita la Sindrome di Lowe

Geni

La sindrome di Lowe è dovuta ad un errore congenito del metabolismo. Il termine metabolismo indica una serie complessa di processi fisici e chimici coinvolti nel mantenimento della vita e del funzionamento di tutte le cellule dell’organismo. Tutti questi processi sono controllati da geni, le unità base della vita che ereditiamo dai nostri genitori. Quando si verifica una mutazione (o alterazione, o cambiamento) nel gene, si può verificare un errore nel metabolismo che porta ad una malattia o ad una disabilità.

La maggior parte delle mutazioni di un gene si verifica spontaneamente, in genere per cause sconosciute. Non sono causate da esposizione a farmaci, alcool o a eventi emotivi durante la gravidanza. Una volta che la mutazione si verifica, essa si fissa nel patrimonio genetico della persona. Se la persona sopravvive e cresce, ha poi il potenziale di passare o trasmettere il gene alterato alle generazioni successive. Così quel disordine diventa ereditario in quella famiglia.

Cromosomi

I geni sono raggruppati insieme in pacchetti chiamati cromosomi. Tranne i globuli rossi e le cellule riproduttive, tutte le altre cellule umane contengono 23 paia di cromosomi, cioè un totale di 46 cromosomi. Un membro di ciascun paio di questi cromosomi viene dal padre, ed uno dalla madre. Le cellule riproduttive (cellula uovo e spermatozoo) contangono 23 cromosomi ciascuno. Al momento del concepimento, la cellula uovo e lo spermatozoo si fondono dando origine ad una cellula con 23 paia di cromosomi e tutto il materiale genetico di un altro organismo umano.
22 paia di cromosomi contengono i geni che determinano le caratteristiche generali dell’organismo, come il colore degli occhi, la statura e la crescita. Il ventitreesimo paio si differenzia perché determina il sesso della prole. Questo paio comprende i cromosomi X ed Y. Le femmine (XX) hanno due cromosomi X (uno da ciascun genitore). Ogni cellula uovo conterrà l’uno o l’altro dei cromosmi X (ma non entrambi). I maschi (XY) ricevono un cromosoma X (dalla madre) ed un cromosoma Y (dal padre). Quindi, ciascuno spermatozoo nel maschio porterà o un cromosoma Y o un cromosoma X (ma non entrambi). Se lo spermatozoo che feconda l’uovo porta un cromosoma X, allora il figlio sarà femmina (XX), se porta il cromosoma Y allora il figlio sarà maschio (XY).

Eredità legata al cromosoma X

Sin dal 1960, i medici sapevano che il gene responsabile della sindrome di Lowe si trova sul cromosoma X. Le malattie causate da geni che si trovano sul cromosoma X si chiamano “legati alla X” ed hanno una modalità caratteristica di trasmissione. Infatti le malattie legate alla X colpiscono tipicamente i maschi, mentre sono passate e “trasmesse” dalle donne. Le donne portatrici della sindrome di Lowe hanno un cromosoma X con un gene normale e l’altro cromosoma X col gene alterato.
Un maschio che eredita dalla madre il cromosoma X con il gene della sindrome di Lowe, sarà affetto da sindrome di Lowe, dato che il cromosoma X dà l’unica informazione genetica per quel gene (cioè il cromosoma Y non contiene una informazione equivalente).

Portatrici

Una donna con il gene della sindrome di Lowe mutato su uno dei suoi cromosomi X si chiama portatrice perché porta questa informazione sotto forma di una copia mutata del gene di Lowe su uno dei suoi cromosomi X. In ciascuna gravidanza questa donna ha il 50% delle possibilità (una possibilità su due) di trasmettere il cromosoma X col gene di Lowe al suo bambino. (Dal momento che ha due cromosomi X può passare l’uno o l’altro cromosoma X alla prole con la stessa probabilità). Se il bambino è maschio (perché eredita dal padre il cromosoma Y) c’è il 50% delle possibilità che egli erediti il cromosoma X col gene mutato dalla madre e che quindi sia affetto da sindrome di Lowe. Se eredita dalla madre il cromosoma X col gene normale, non sarà affetto (cioè sarà normale). Se il bambino è una femmina (perché eredita il cromosoma X dal padre) c’è il 50% delle possibilità che erediti dalla madre il cromosoma X col gene mutato e così che diventi portatrice come la madre; analogamente c’è il 50% delle possibilità che non diventi portatrice se eredita il cromosoma X normale dalla madre.
Insomma, in ciascuna gravidanza di una donna portatrice, c’è una possibilità su 4 (un rischio del 25%) che nasca un bambino affetto da sindrome di Lowe, una possibilità su 4 di avere un maschio normale, una su 4 di avere una femmina portatrice ed una su 4 si avere una femmina normale.
Ovviamente queste possibilità si applicano solo alle donne che sono portatrici genetiche. Come discusso di seguito, comunque, in alcune famiglie, il maschio affetto da sindrome di Lowe è il primo soggetto in famiglia affetto da questa condizione. Determinare se la madre è portatrice o no é importantissimo per prevedere gli esiti delle sue successive gravidanze e di quelle delle sue parenti.

Nuove mutazioni

E’ possibile che un maschio affetto da sindrome di Lowe sia l’unico ed il primo individuo affetto nella famiglia. In questi casi è possibile che la madre non sia portatrice, cioè che il suo corredo genetico non comprenda il gene malato, ma che il gene della singola cellula uovo che darà origine al bambino sia andato incontro ad alterazione. Un’alterazione in un gene precedentemente normale si chiama mutazione. Dal momento che il bambino è il primo affetto in famiglia, la sua malattia risulta da un nuovo evento genetico, una “nuova mutazione”. Quando la sindrome di Lowe deriva da una nuova mutazione, la madre non è portatrice. Quindi il rischio di avere un altro bambino con sindrome di Lowe è uguale a quello di un’altra qualsiasi donna. Per determinare se la malattia del bambino è dovuta ad una nuova mutazione, la madre si deve sottoporre al test per portatrici (vedi prossima sezione).

Mosaicismo

In rare famiglie, un bambino può essere affetto da sindrome di Lowe senza avere una nuova mutazione e senza che erediti dalla madre portatrice il gene mutato. In questi rari casi la madre può aver avuto una nuova mutazione durante la sua vita fetale. In questo caso la mutazione può essere presente in un numero ridotto di cellule, che comprende comunque quelle da cui derivano alcune delle cellule uovo. Le cellule del suo corpo non portano tutte il gene malato e, per questo motivo, la madre può non presentare alcun segno all’esame dell’occhio (base del test di portatrice). Questa situazione, nella quale la donna ha alcune cellule normali ed altre che portano la mutazione, si chiama “mosaicismo” (Vedi Fig.5). Più di una delle cellule uovo, ma meno della metà di esse, porteranno il gene mutato di Lowe. Casi di mosaicismo sono stati documentati nella sindrome di Lowe.

 
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